Il festival dell’Appennino

 Ci è stata segnalata questa ottima iniziativa riguardante il nostro territorio, ve la riportiamo sperando possa interessarvi!

Dal sito www.festivaldellappennino.it/:

Il Festival dell’Appennino vuole essere soprattutto un omaggio alle nostre montagne. Da esse riceviamo acque limpide e frutti deliziosi: in un territorio caratterizzato da paesaggi che declinano dolcemente dai monti e colline fino alla costa, l’area montana rappresenta l’origine, la parte essenziale di un tutto che noi chiamiamo Piceno.

E’ anche l’omaggio a chi vive questi luoghi, a chi non li ha abbandonati, a chi vi è nato e cresciuto ma anche a chi ha deciso di trasferirvisi compiendo, a volte, scelte coraggiose: perché il nostro Appennino risente particolarmente le alterne fortune dei tempi odierni. Non dobbiamo lasciare la Montagna sola. Difendere e incrementare i servizi essenziali e far conoscere a tutti le potenzialità di luoghi fantastici e di gente incredibile. Questo è l’obiettivo. Solo se si conosce si ama. Passeggiare lentamente e scoprire un luogo incantato tra boschi e torrenti, godere in rispettoso ascolto

dell’incontro tra la natura e l’arte dell’uomo, incontrare le comunità umane che animano e investono sudore e speranze. Tutto ciò, e non solo, è il Festival dell’Appennino. Ci auguriamo che sia solo l’inizio, che altri enti, oltre quelli già attivatisi, convergano verso questo ambizioso

progetto. E che altri territori e province possano parteciparvi, perché le montagne sono insofferenti ai confini amministrativi. Il nostro Appennino è l’Appennino di tutti.

Un ringraziamento a coloro che hanno permesso la realizzazione di questo primo Festival dell’Appenino. In tutti loro l’amore per la nostra montagna è forte.

Piero Celani, Presidente della Provincia di Ascoli Piceno
Andrea Maria Antonini, Assessore Cultura e Ambiente della Provincia di Ascoli Piceno

Santi laici!

Non un’imprecazione ma un finto ossimoro rivelatore della splendida iniziativa che per il quinto anno propone un calendario 2011 alquanto particolare. Non parliamo di cosce o crani disabitati, niente pelli abbronzate a dicembre o seni postprodotti, qui si parla di cose serie.  Si parla del sito santi laici e di una lotta per la memoria, per non laciar cadere nell’oblio tutte quelle figure laiche (martiri) che hanno subìto la violenza oscura di questo paese. Omertà, terrorismo, anni di piombo, stragi di stato, tutte espressioni che non devono essere dimenticate. Sul sito trovate anche una versione gratuita scaricabile in pdf.