Vaffanquorum

 Gli Italiani dopo 16 anni di referendum fatti a buffo, giusto per sprecare un pò di soldi, si sono accorti che quello è un loro diritto e sono quindi andati a votare. L’obiettivo quorum è stato raggiunto  (56%)  secondo me soprattutto “grazie” al disastro di Fukushima: una volta tanto l’allarmismo è servito a qualcosa… Quasi una metà degli italiani ha preferito rimanere in casa a fare la capra (scusate lo sgarbismo) come già sta facendo da anni. Poi magari si lamenta se nn c’è il lavoro o se vive di merda…

Detto questo le percentuali sui singoli quesiti sono state a dir poco  schiaccianti, vincono tutti i SI con percentuali intorno al 95%.

Vi rendete conto? Il 95%…rischiamo di essere tutti daccordo! Soprattutto su una questione tipo il “leggittimo impedimento” gli italiani hanno ribadito che la legge è uguale per tutti, e non “per noi si e loro no” . Fossi un parlamentare inizierei a fare i biglietti, ma non sarà cosi.

Almeno per questo punto possiamo star certi che nei prossimi mesi il nostro parlamento lavorerà alacremente per trovare un’altra soluzione da approvare all’unanimità, tralasciando magari i problemi del paese come è stato fatto fino ad oggi.

Per il nucleare la storia è diversa, e a quanto pare il veto popolare bloccherà tutto almeno per 5 anni….sospiro di sollievo. Per l’acqua la questione rimane comunque più complessa e dovremo aspettare ulteriori sviluppi.

Come ha detto qualche tizio leghista non degno di essere qui nominato:”siamo stufi di prendere schiaffi”. Peccato che gli “schiaffetti” glieli sta dando il popolo sovrano che tanto decantano quando fanno stronzate in nome della maggioranza (ormai solo parlamentare).  Ho comunque la sensazione che rimarranno ancora a lungo a prenderseli questi schiaffi, sono masochisti o forse hanno la poltrona troppo attaccata alla parte anatomica loro più utile.

Tornando a noi, ricordiamo che fosse per il TG1 e il TG2 sarei dovuto andare a votare oggi! Che schifo.

Meglio la rete, meglio 1000 volte la rete a cui molti danno giustamente il merito delle ultime débâcles del governo. Voi come la vedete?

Voce del verbo nucleare

 Non si può certo negare, l’Italia è proprio un bel paese! Un paese che riesce a sorprenderti ogni giorno di più, ed è per questo che noi tutti lo amiamo. Un paese dove un referendum viene cancellato da un giorno all’altro, un paese dove il premier sputtana (è proprio questo il verbo adatto) a tutti che è stato  fatto apposta per risorbettartelo tra un annetto o due quando avremo dimenticato Fukushima e il nostro cervello sarà ormai colmo solamente di barzellette.

L’Italia è il Belpaese, con la B maiuscola, perchè quando pensi di aver toccato il fondo ti accorgi che è solo un “doppio” fondo e ci sono altri metri da scavare. E arrivi anche a quello.

Ormai nel nostro stato si vieta contrattualmente di parlare di nucleare e dei temi del referendum (vedi concertone del primo maggio) e questo la dice lunga su quanto sia risibile la repubblica di bananas. Bunga bunga si, nucleare no.

Fukushima purtroppo ci ha messo in guardia e la cosiddetta “maggioranza” (quella eletta non c’è più da quando Fini se n’è andato, ora è una maggioranza di poltrone) in questi referendum vede giustamente una partita persa. Allora li taglia, li boicotta, li censura. Temi come l’acqua pubblica e il nucleare toccano la gente da vicino. Quella gente ringraziando dio si incazza e va a votare.

Io governo come posso rispondere alle necessità del mio popolo? Vedo i sondaggi, blocco la figura di merda, blocco il referendum. E riappiopperò il nucleare tra un anno o due.

La cosa bella è che te lo dico in faccia, ti dico: adesso tu non sei in grado di decidere, quindi ti tolgo il diritto di farlo. Come sempre il nostro padre padrone decide per noi, che bello.

Sinceramente ditemi: volete vivere in una democrazia? Allora BISOGNA votare nei referendum, perchè una volta tanto conteremo qualcosa. Loro sperano nel sole, nel mare e nelle vacanze, io spero che piova e che si vada in tanti alle urne.

Acqua santa.

Lo scempio della privatizzazione dell’acqua pubblica fa passi avanti. In barba a tutte le manifestazioni, in barba all’impegno delle istituzioni locali, in barba al pensiero comune insomma, si continua a procedere verso il profitto di pochi. Quando si controlla certi centri di potere tutto diventa più facile, ed a quanto pare è solo questione di tempo. Vi riportiamo questo aggiornamento che parte proprio dalla nostra vallata.

L’acqua può essere privatizzata

La Corte costituzionale gela la richiesta dei 59 sindaci piceni

Ascoli I generosi tentativi dei cinquantanove sindaci che compongono l’assemblea della Ciip, (l’ex consorzio idrico), per impedire la privatizzazione della pregiata acqua dei monti Sibillini, Leggi il resto dell’articolo

Mamma li libici!

Sicuramente riconoscerete il simpatico ometto qui a fianco, si tratta del curioso Gheddafi. Ogni sua visitina nel nostro paese porta con se una scia di polemiche, ma questa volta non parleremo delle sue abitudini “turistiche” ma dei suoi piani economici. Si perchè a quanto pare il leader Libico sta facendo la corte ad un comune non troppo distante da noi, ossia Antrodoco (lo ricorderà bene chi viaggia verso Roma), per le sue acque. Sarebbe pronto un investimento di 15 16 milioni di euro per imbottigliare le acque della sorgente del Peschiera, e “l’investitore libico” pare voglia creare anche un hotel con annesso beauty center. Investimento di un simpatico filantropo o ennesimo sfruttamento di un bene pubblico da parte di un tizio poco raccomandabile?

Vi riporto l’articolo dal sito acquabenecomune.org, che vi invito a seguire.

Le mani di Gheddafi sull’acqua italiana

Antrodoco è un piccolo comune, di circa 2.800 abitanti, Leggi il resto dell’articolo

Acqua pubblica!

Come saprete c’è stato un record di firme sulla questione acqua pubblica, e nonostante le dichiarazioni assurde di tremonti, noi continuiamo a credere che questo sia un grande segno di civiltà e di partecipazione dei cittadini su questioni che toccano da vicino.

Da ansa.it:

MINISTRO TREMONTI: ACQUA APPARTIENE AL POPOLO, REFERENDUM FALSO Leggi il resto dell’articolo