Il mese delle moltiplicazioni

Se pagate le tasse, questo articolo vi riguarda, altrimenti passate oltre.
Con le denunce dei redditi ogni anno possiamo decidere di devolvere l’8×1000 ad una chiesa/confessione religiosa e il 5×1000 ad una associazione no-profit/onlus. Badate bene che 8×1000 e 5×1000 non sono la stessa cosa.
L’8×1000 è una sorta di truffa, nel senso che se non lo volete dare alla chiesa cattolica (visto che già di danari gliene diamo parecchi, vedi protezione civile) e lo lasciate allo stato esso torna alla chiesa, più bello di prima!

A questo proposito avevamo fatto un bel post il 25 dicembre scorso, fossi in voi me lo rileggerei.

Il 5×1000 è un’altra cosa: un gruzzoletto più piccolo che può finire nelle mani di no-profit che si danno da fare nei settori più disparati. Purtroppo non sono riuscito a trovare un elenco dei possibili destinatari ma basta googlare un pò e troverete quello che più vi aggrada, vi segnate il codice fiscale, lo date al vostro commercialista  ed il gioco è fatto. Io personalmente voglio consigliarvi qualche soggetto tipo Emergency, Greenpeace, Medici senza Frontiere…

Tutte cause nobilissime per cui vale la pena di dare il nostro misero contributo.

Ovviamente nella finanziaria 2011 il tetto massimo per il 5×1000 è stato ridotto da 400 milioni a 100 milioni di euro, l’ennesimo taglio del (timballetto) nel paese di pulcinella.

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Il de timballettum

 Poi come fa uno a non arrabbiarsi? Tutti noi amiamo la libertà, indistintamente dal nostro credo politico (ammesso che ne abbiamo uno), sesso, religione, razza e frazione di appartenenza. Premesso ciò e premesso che la parola “libertà” viene usata ormai trasversalmente in politica per ragioni di marketing e non ideologiche, voglio rendervi partecipi della mia preoccupazione riguardo il valore che questa parola sta assumendo nella nostra nazione.

La RAI Radiotelevisione italiana, e sottolineo italiana, dopo la felicissima prova al concertone del primo maggio continua a riproporre il divieto di parlare dei referendum. A casa mia si chiama censura. Ma non la chiamerò cosi altrimenti verrò additato come comunista complottista.

La chiamerò allora “timballetto” cosi è più simpatico e piace a tutti.

Il timballetto è stato servito a tutti coloro che sono intervenuti al concerto del primo maggio, gli idioti hanno firmato un foglio che credevano fosse una semplice liberatoria ed invece c’era una clausola timballetto che vietava di parlare dei referendum. Come pena sanzioni di diverse migliaia di euro.

Ma questa oramai è storia, è accaduto quasi due settimane fa…ce lo siamo bello e scordato. Noi italiani siamo bravissimi a lasciar correre ultimamente.  La novità di oggi l’ho trovata su un blog e indovinate…parla ancora di un altro timballetto, un timballetto piccolo che però ribadisce e conferma che si mangerà timballo fino a giugno. Se questa testimonianza fosse vera (è firmata con tanto di nome e cognome ma io in questi casi mi avvalgo del beneficio del dubbio), si tratterebbe della palese volontà del servizio televisivo nazionale di non parlare dei referendum. Pensate a quanti controsensi in una sola frase. Perchè il servizio nazionale, che in quanto tale dovrebbe avere come prima occupazione quella di informare i cittadini, dovrebbe vietare di parlare di referendum? Il referendum è un voto diretto, una presa di posizione popolare che paleserà delle volontà riguardo temi che “toccano” tutti. Quindi? Perchè cercare di timballettare tutto fino a Giugno?

Per me tutto ciò suona come una conferma: la tv ormai è un posto inutile che punta solo a distrarre e in quanto tale va debellato. Altrimenti diventeremo ancora più struzzi di quanto non siamo già. Internet invece è un bel posto, fortunatamente ancora libero dove si può chiacchierare senza la paura del timballetto. Il governo del fare (timballetti) la pensa sicuramente come me e  nella personcina di Brunetta ha dichiarato che entro metà dell’anno prossimo tutte le scuole saranno dotate di connessione wi-fi. Suona molto come la promessa di debellare il cancro fatta dall’altissimo qualche tempo fa  dal pulpito di piazza San Giovanni (in molti se la sono dimenticata, o forse hanno rimesso la testa sotto la sabbia) ma io ci voglio credere, anche se a casa mia ancora c’è la 56 Kb nell’anno domini 2011.

Ogniuno trarrà le sue conclusioni, personalmente credo che qualcuno lassù sui monti con Hannette, sondaggi alla mano, si stia cagando sotto. Come ho già scritto in passato, loro sperano nel sole e nelle vacanze al mare, io continuo a sperare nella pioggia e nel voto.

Qui sotto riporto la testimonianza del timballetto.

“Ciao a tutti,

sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.

È arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha  vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare  l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio  pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la  possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a  questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci  della nostra voce prima di perderla definitivamente. Il referendum è evidentemente anche questo!

Mariachiara Alberton”

Protestare è lecito, arrestare è cortesia

Per favore guardate questo video che ci arriva direttamente dalla repubblica delle banane, spero che l’abbiate visto in televisione…le telecamere dei TG c’erano. A dire la verità non so se poi l’hanno trasmesso…

Grazie a youreporter.it.

Voce del verbo nucleare

 Non si può certo negare, l’Italia è proprio un bel paese! Un paese che riesce a sorprenderti ogni giorno di più, ed è per questo che noi tutti lo amiamo. Un paese dove un referendum viene cancellato da un giorno all’altro, un paese dove il premier sputtana (è proprio questo il verbo adatto) a tutti che è stato  fatto apposta per risorbettartelo tra un annetto o due quando avremo dimenticato Fukushima e il nostro cervello sarà ormai colmo solamente di barzellette.

L’Italia è il Belpaese, con la B maiuscola, perchè quando pensi di aver toccato il fondo ti accorgi che è solo un “doppio” fondo e ci sono altri metri da scavare. E arrivi anche a quello.

Ormai nel nostro stato si vieta contrattualmente di parlare di nucleare e dei temi del referendum (vedi concertone del primo maggio) e questo la dice lunga su quanto sia risibile la repubblica di bananas. Bunga bunga si, nucleare no.

Fukushima purtroppo ci ha messo in guardia e la cosiddetta “maggioranza” (quella eletta non c’è più da quando Fini se n’è andato, ora è una maggioranza di poltrone) in questi referendum vede giustamente una partita persa. Allora li taglia, li boicotta, li censura. Temi come l’acqua pubblica e il nucleare toccano la gente da vicino. Quella gente ringraziando dio si incazza e va a votare.

Io governo come posso rispondere alle necessità del mio popolo? Vedo i sondaggi, blocco la figura di merda, blocco il referendum. E riappiopperò il nucleare tra un anno o due.

La cosa bella è che te lo dico in faccia, ti dico: adesso tu non sei in grado di decidere, quindi ti tolgo il diritto di farlo. Come sempre il nostro padre padrone decide per noi, che bello.

Sinceramente ditemi: volete vivere in una democrazia? Allora BISOGNA votare nei referendum, perchè una volta tanto conteremo qualcosa. Loro sperano nel sole, nel mare e nelle vacanze, io spero che piova e che si vada in tanti alle urne.

Gghie ce mette na fetta de mortadella!

I candidati di quest’anno proprio non vi piacciono, vi guardate allo specchio e non siete soddisfatti. Cosa fate? Volete non-votare? Non ci sprecate neanche la benzina?

Noi sinceramente sconsigliamo di astenervi, almeno presentatevi…scheda bianca o al massimo qualche scarabocchio (preferirei questa opzione cosi mi tolgo ogni dubbio sul possibile “riempimento postumo”) e passa la paura. Almeno esercitate il vostro sacrosanto diritto!

Qualcuno sta mettendo in giro una voce che riguarda un non-voto di protesta, a noi è sembrata da subito una bufala metropolitana e abbiamo cercato di informarci meglio…cosi magari vi evitiamo qualche figura di melma.

Vi riporto di seguito prima la tesi poi l’antitesi, scegliete voi se fidarvi o meno! Leggi il resto dell’articolo

Sull’omicidio Rea

 Si tratta del secondo omicidio nel giro di un anno, anche meno. Un pò troppo per quella che secondo tutti può essere definita una “provincia tranquilla”, soprattutto per le modalità degli assassinii. L’omicidio Rea, come il caso Goffo, ha ancora molti punti oscuri. Le teorie che iniziano a circolare sono diverse: dalla pista filonazista, alla setta passando addirittura per un filone “Pacciani”.

Interessante l’articolo che vi riportiamo qui di seguito, tratto dal sito newnotizie.it.

Omicidi Rea e Goffo, criminologo Bruno: Ricordano i delitti del Mostro di Firenze

In attesa dell’autopsia che dovrebbe iniziare questo pomeriggio, continua a far discutere l’omicidio di Colle San Marco, dove ieri è stato ritrovato il corpo senza vita di Carmela Rea, ventinovenne di origini campane ma residente a Folignano, in provincia di Ascoli Piceno. La donna era scomparsa lunedì scorso durante un’escursione tra i boschi marchigiani in compagnia del marito, il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, e la piccola figlia di diciotto mesi. Stando a quanto raccontato dall’uomo, la moglie si sarebbe allontanata per andare in bagno senza fare più ritorno.

Le ricerche di Carmela Rea si sono concluse, ieri, quando una telefonata anonima ha avvertito le forze dell’ordine della presenza del cadavere nei Leggi il resto dell’articolo

Pista pista…c’è la lista!

Tristezza, tenerezza e depressione.
Tristezza perchè non può che prenderti lo sconforto leggendole, tenerezza perchè ci vedi dei nomi buttati li a caso, depressione perchè sai che così non cambierà mai niente.
Le liste presentate per le prossime elezioni comunali sono 3, dentro ce n’è per tutti i gusti: i soliti nomi da 90 (detti anche “ghostbusters” o gli acchiappavoti), i campioni uscenti, qualche volto nuovo, le new entries e i politicanti assenti.
Gli acchiappavoti li conosciamo, stanno li da decenni, inutile parlarne. Fin quando c’è gente che ci casca fanno bene a presentarsi.
I campioni uscenti li abbiamo ampiamente analizzati nel blog, croce e delizia del nostro anno politico, leggete i post passati per capire quanto hanno/non hanno fatto.
I volti nuovi sono quelli che ancora non si sono bruciati promesse e regali agli elettori, spero di essere smentito.
Le new entries (o sbarbatelli) sono la vera delizia delle liste 2011, ognuno di voi può giocare con noi a trova l’intruso! Nomi buttati li, a casaccio, a vanvera…passioni politiche che a quanto pare nascono dalla sera alla mattina. O forse sono messi li per accontentare la famiglia…mah! “Metti che la lista vince…lu seme sistemate!”. In politica non basta la buona volontà, serve la competenza.
Infine i politicanti assenti, chi dice di far politica e gavetta a quanto pare si tiene alla larga dal nostro comunello….come mai?
Troppo cattivo?
Scusate ma quando abbiamo iniziato su questo blog tutti ci davano contro pensando che fossimo la base per una nuova lista, a quanto pare non era cosi.
Scrivo e descrivo quello che vedo, non sono ipocrita. Ogni lettore fortunatamente è dotato di senso critico e saprà dare giudizio sui nomi in lista.

Barbara Capriotti-insieme per Acquasanta:

ALESSANDRO ALBANESI – FRANCESCO AMICI – NATALE CARLINI – LORENZO CIARMA – DI MARZI GIOVANNI –  ROSY FEBI – DIEGO GAGLIARDI – FAUSTO GIOBBI – DOMENICO GRASSI – MAURIZIO RUCCI – EDOARDO SABATINI – ALFREDO PARLAMENTI

Luigi Capriotti -noi per Acquasanta:

AURELIO ORELLI – STEFANO DE CAROLIS – GIACOMO EUPIZI – MAURIZIO ORFEI – ROMOLO DE MATTEIS – BRUNO ORSINI – ANTONIO  BUCCHI – CATERINA STRACCIA – DOMENICA GASPARI – MARZIA GASPARINI – MARIA PIZZINGRILLI – ANASTASIA CRUCIANI

Fabio Troiani -Acquasanta Terme Futura:

GIAMPIERO FIORAVANTI – ADELMO TOCCHI – PAOLO BRANDIMARTI – LUCIO VENTURA – RITA PICCIONI – STEFANO DURASTANTI – MAURIZIO SIROCCHI – MARIO DI DOMENICO – FABRIZIO CORRADETTI – FABRIZIO FANTUZI – SARA MASCI – BRUNO PACCASASSI

Ma veniamo al dibattito vero e proprio:  Acquasolfa offre il suo blog a tutti i candidati di ogni colore, sesso, razza e confessione!

Da ogni candidato vogliamo sapere quali sono le sue competenze, il suo curriculum politico, i suoi ideali, le sue soluzioni ai problemi della collettività e il perchè della sua discesa in campo!

Vi invitiamo a presentarvi ai cittadini, come foste in un comizio,  esponendo le vostre idee e dichiarando nero su bianco come volete agire per porre rimedio alla situazione della stazione turistica termale. Questo spazio è a vostra disposizione per farvi incontrare con i nostri lettori (non sono pochi) e acquasolfa non interverrà in alcuno modo se non bloccando gli insulti e le volgarità.

Fateci vedere che siete politici nuovi e che sapete usare/affrontare il web (è una qualità apprezzabile fare campagna elettorale non solo nei bar, Obama ha vinto le elezioni su internet) .

Noi del blog vogliamo promuovere la politica e la democrazia dal basso, stiamo a vedere quanti candidati ne approfitteranno, ammesso che ne conoscano il significato.

Grazie a tutti.

Aggiornamento n°1

Al fine di documentare e rendere più consapevole la discussione vi alleghiamo qui sotto i programmi delle varie liste in pdf. Per chi fosse curioso.

Lista “Insieme per Acquasanta”: Barbara Capriotti

Lista “Noi per Acquasanta”: Luigi Capriotti

Lista “Acquasanta Terme futura”  : Fabio Troiani

Aggiornamento n°2

Sono aperti gli exit-poll, li trovate qui a destra tra i widget. Fateci sapere cosa ne pensate di queste comunali!

Good News….

Dal Corriere Adriatico:

Barilla regala mezzo milione agli operai

Premio in busta paga per aver ripulito lo stabilimento e come risarcimento per le auto rimaste danneggiate.

Ascoli Alle multinazionali che chiudono e scappano dal Piceno in crisi, fortunatamente si contrappongono anche multinazionali che non solo continuano a produrre e ad investire ad Ascoli, ma sono molto orgogliose di farlo.

E’ il caso della Barilla di Campolungo, dove a poco più di un mese dal drammatico evento alluvionale che tanti danni ha creato mettendo a dura prova lo stabilimento e quanti ci lavorano, si è tenuta un’assemblea alla presenza del vice presidente del gruppo alimentare parmense, Luca Barilla, accompagnato dai manager Copercini e Grandi.

Motivo della presenza ad Ascoli di uno dei fratelli Barilla, la volontà dell’azienda Leggi il resto dell’articolo

Per non dimenticare….

Dal sito magazine.libero.it :

Il 6 aprile esce Ju tarramutu, documentario di Paolo Pisanelli “nei territori della città più mistificata d’Italia”. In occasione del secondo anniversario della tragedia abruzzese.

Dopo la tragedia, il silenzio. Poi le parole, tante, troppe, le passerelle, il G8, le inaugurazioni, le promesse e la speranza di un “miracolo aquilano”. Il 6 aprile ricorrono i due anni del tragico terremoto abruzzese e in contemporanea ZaLab porta nelle sale delle maggiori città italiane Ju tarramutu, documentario realizzato da Paolo Pisanelli, che in un periodo di quindici mesi di riprese prova a raccontare la città più mediatizzata e mistificata d’Italia, passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille trasformazioni, intrecciando storie di persone, luoghi, cantieri, voci e risate di “sciacalli” imprenditori che hanno scatenato la “protesta delle carriole”, quando ormai il terremoto non faceva più notizia. “Non ero mai stato a L’Aquila e alla notizia del terremoto ho pensato che forse non l’avrei più vista com’era prima – racconta il filmaker -. E così ho sentito di voler fare qualcosa: filmare quei territori, non in forma di reportage o denuncia, ma per accompagnare la trasformazione nelle vite delle persone”.
Attraverso le storie della gente, modulate e intervallate dalle performance di Animammersa (associazione di artisti costituitasi a seguito del terremoto per tessere una rete culturale-sociale su un territorio così devastato), il documentario non batte il sentiero dell’attacco frontale (vedi Draquila di Sabina Guzzanti) ma, come sottolinea l’architetto Antonio Perrotti (tra i tanti ad intervenire anche nel film), offre all’occhio dello spettatore una “denuncia meno eclatante, forse più raffinata, di sicuro più efficace”.
Perché quello che è accaduto a L’Aquila dopo il terremoto (e che continua ad accadere, si pensi allo scandalo di qualche giorno fa, con la signora finta aquilana pagata per partecipare ad una trasmissione televisiva) è anche conseguenza di uno sfruttamento non solo immobiliare e politico, ma mediatico: “Da questo punto di vista L’Aquila ha rappresentato l’emblema di quella che potremmo definire l’economia dei disastri – dice Carlo Pelliccione di Animammersa -. Tutti quelli che venivano in quei luoghi dopo il terremoto lo facevano per ‘produrre’, anche artisticamente: terminato il lavoro tornavano da dove erano venuti. Con Paolo è andata diversamente, è venuto qui non per ‘arruffare’, ma per vivere realmente l’esperienza, si è mischiato a noi, con una grande voglia di ‘sentire’, ‘partecipare’, in poche parole è diventato aquilano”.
Laureato in architettura e diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, Paolo Pisanelli – fotografo e regista – si dedica dal 1996 alla realizzazione di film documentari (tra i più noti Don Vitaliano, I colori del corpo, Enrico Berlinguer – Conversazioni in Campania, Il sibilo lungo della taranta), spesso premiati nei festival nazionali ed internazionali.
Presentato al Festival dei Popoli, SulmonaCinema, Bif&st e Premio Libero Bizzarri, Ju tarramutu sostiene la realizzazione dell’archivio audiovisivo Abruzzo Visioni per la cura e la tutela del territorio abruzzese e la sottoscrizione della legge di iniziativa popolare (http://www.anno1.org/home).

Valerio Sammarco – cinematografo.it

Oggi in edicola

Non volgio parlare di processo breve proprio oggi, significherebbe fare facile ironia…

Voglio parlarvi di cose utili e dirvi  che da stamattina potete trovare in edicola (non so ancora quale sarà la diffusione) E, il nuovo magazine di Emergency. Il mensile si propone di raccontare l’attualità in maniera indipendente, tenendo sempre d’occhio i conflitti in corso in tutto il mondo. Ma non si parla solo di guerra e nonostante E sia un giornale autofinanziato, propone tra le sue penne autori del calibro di Camilleri, Bisio, Neri Marcorè, Vauro e molti altri…attenzione anche verso i contributi fotografici, tutti di altissima qualità.

Per chi volesse sottoscrivere l’abbonamento il link è questo.