Sull’omicidio Rea

 Si tratta del secondo omicidio nel giro di un anno, anche meno. Un pò troppo per quella che secondo tutti può essere definita una “provincia tranquilla”, soprattutto per le modalità degli assassinii. L’omicidio Rea, come il caso Goffo, ha ancora molti punti oscuri. Le teorie che iniziano a circolare sono diverse: dalla pista filonazista, alla setta passando addirittura per un filone “Pacciani”.

Interessante l’articolo che vi riportiamo qui di seguito, tratto dal sito newnotizie.it.

Omicidi Rea e Goffo, criminologo Bruno: Ricordano i delitti del Mostro di Firenze

In attesa dell’autopsia che dovrebbe iniziare questo pomeriggio, continua a far discutere l’omicidio di Colle San Marco, dove ieri è stato ritrovato il corpo senza vita di Carmela Rea, ventinovenne di origini campane ma residente a Folignano, in provincia di Ascoli Piceno. La donna era scomparsa lunedì scorso durante un’escursione tra i boschi marchigiani in compagnia del marito, il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, e la piccola figlia di diciotto mesi. Stando a quanto raccontato dall’uomo, la moglie si sarebbe allontanata per andare in bagno senza fare più ritorno.

Le ricerche di Carmela Rea si sono concluse, ieri, quando una telefonata anonima ha avvertito le forze dell’ordine della presenza del cadavere nei boschi vicino Teramo.

Dettagli inquietanti – Con il passare delle ore iniziano a cristallizzarsi i dettagli che formano la scena del crimine: a quanto pare, il corpo della vittima non sarebbe stato sfigurato al volto ma presenterebbe solo due incisioni: un taglio all’altezza del collo e un altro sulla coscia. Quest’ultimo ha attirato l’attenzione degli inquirenti a causa della sua forma che somiglierebbe molto a una svastica. A tal proposito, sul web c’è già chi ha fatto notare che il 20 aprile ricorre l’anniversario della nascita del fuehrer della Germania nazista, Adolf Hitler.

Corretta poi anche l’indiscrezione che parlava del ritrovamento di due siringhe conficcate sul cadavere all’altezza del collo e del pube: le ultime notizie parlano di una sola siringa, anche se non è più ben chiara la parte del corpo in cui essa è stata rinvenuta.

Bruno: Ricorda il Mostro di Firenze – Le macabre condizioni in cui è stato fatto ritrovare il corpo di Carmela Rea hanno dato il la all’ipotesi che dietro all’omicidio della ventinovenne possa esserci la mano di un serial killer o di una setta esoterica. Sulla vicenda si è espresso anche il noto criminologo Francesco Bruno che, intervistato da Leggo ha dichiarato: “Non è la prima volta che in questa zona viene ucciso qualcuno. Già a gennaio venne trovato il cadavere di un’altra signora (Rossella Goffo, scomparsa nel maggio 2010, ndr). È vero che per il delitto precedente hanno fermato una persona che, però, si dichiara innocente”.

La strana coincidenza fa insospettire Bruno secondo cui ci sono stati “troppi cadaveri in così poco tempo”. Ma l’affermazione del criminologo che più colpisce è quella secondo cui le modalità con cui sono avvenuti i due delitti nell’hinterland ascolano ricordano gli omicidi compiuti in tre decenni diversi dal cosiddetto Mostro di Firenze: «In quel caso l’accanimento era sulle coppie. Ora sono donne anche se non completamente sole. In questo caso come in quelli del mostro, il killer ha proceduto a una vera e propria esplorazione del corpo femminile. Modalità tipica di un uomo primitivo, che non conosce la donna”. Bruno poi fa notare un altro elemento: i luoghi dove sono stati rinvenuti i cadaveri di Carmela Rea e Rossella Goffo sono frequentati da militari. “E’ un posto frequentato dai militari. Lo stesso marito della signora è un militare”, ha aggiunto il criminologo. E noi sottolineiamo anche che sia Rossella Goffo che Alvaro Binni, amico e forse amante della vittima nonché principale indiziato, avevano a che fare con le forze dell’ordine: entrambi lavoravano nella prefettura di Ancona.

La dimenticanza del Corriere – Le parole di Francesco Bruno sono state riportate anche dal Corriere della Sera. Nella dichiarazione pubblicata dal quotidiano di via Solferino, però, sembrano essere stati omessi i riferimenti fatti dal criminologo in merito alle possibili analogie tra le recenti vicende marchigiane e i tristemente celebri delitti compiuti dal Mostro di Firenze. A tal proposito, si ricorda, che le indagini attorno a quegli otto duplici omicidi rimangono ancora avvolti nel mistero: nonostante sia stato dimostrato il ruolo effettivo di Pietro Pacciani e dei cosiddetti compagni di merende nella realizzazione dei delitti, rimangono ancora senza nome i mandanti. Per anni si è parlato della possibilità secondo cui dietro le quinte di uno dei gialli più misteriosi della cronaca italiana possano esserci stati personaggi di spicco legati tra loro da interessi verso l’esoterismo.

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