Abbattiamo gli ecomostri vol. 3 (ammazza che zozzeria aò…)

Terzo volume della saga.

Lo so, è casa di privati quindi se non la voglio più vedere la devo comperare e buttare giù a spese mie. Ma sai come vanno queste cose, mi voglio lamentare lo stesso e quindi ci faccio un articolo.

Su quel ramo della costa di San Vito che volge a ponente, s’erge maestosa e bella un’opera di architettura contamporanea, del periodo del prezzismo, una colata cementizia che scende da monte a valle. Dialogando con la montagna forma un rifugio abitativo di rara bellezza. Appunto: rara.

Mi è capitato di sentir dire che la mano sia la stessa di chi ha contribuito a riqualificare la nostra terra cementificandola, avevo pochi dubbi. Ma io non me la prendo con lui, in fondo fa solo il suo mestiere (utilizzando perlopiù sempre lo stesso ingrediente…ma questo è un altro discorso…), io me la prendo con chi dovrebbe tutelarci e non lo fa. Me la prendo con chi dovrebbe far rispettare delle regole, e se le regole non ci sono dovrebbe farle. Tuteliamo quel poco che abbiamo, non pensiamo solamente alle terme… Paesaggisticamente siamo ricchi e ogni cazzotto in un occhio ci impoverisce. Quando arriveremo a capirlo?

2 Responses to Abbattiamo gli ecomostri vol. 3 (ammazza che zozzeria aò…)

  1. dematteisromolopodesta says:

    intanto cominciamo ad abbattere….. prezzacemento grande cementificatore di acquasanta.
    se non sbaglio nella foto possiamo ammirare una delle sue prime meraviglie architettoniche

  2. Benedetto says:

    Voglio confessarvi una cosa, seppur oggettivamente riconosco la stortura di questo ecomostro, lo trovo ormai familiare, migliorabillissimo ma familiare.
    Sarà perchè l’ho vedo dalla notte dei miei tempi dalle piane di Cagnano e mi ha sempre, nell’immaginario di bambino fatto pensare a una scala che ci porta in cima alla montagna.
    Fondamentalmente la casa è dentro la montagna, se si riuscisse a nasconderne il cemento come forse era nei progetti, ” l’ecomostruosità” rimarrebbe solo quella cementizia interna, Ho visitato da ragazzo la casa e ne ho dei buoni ricordi, feste, balli, tuffi in piscina con il proprietario che chiudeva un occhio, la passione per i cavalli, sicuramente è meglio di un grattacielo di Monticelli e a quei tempi c’era il rischio di vederlo sorgere.
    Certo, la splendida San Vito ne esce deturpata, ma a volte ai sogni di bambino non si comanda.
    E poi mo abbatti la montagna? Ci riporti la Terra? che fai? Trovatemi la soluzione.
    Perdonatemi, ma vi prego di accettare la mia confessione e di non “abbattervicisi”, lo so di essere indifeso.

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