Vuota il sacco!!!

C’è veramente poco da aggiungere a quello che avete visto nel video e a quello che leggerete dall’articolo riportato sotto, una cosa innocua come la busta di plastica crea scompensi ecologici su cui non possiamo e non dobbiamo chiudere gli occhi. Inoltre sono scomode, si rompono e sono poco capienti. Visto che il mondo sembra andare verso una catastrofe ecologica questi rimedi sembrano un palleativo, ma accontentiamoci anche perchè lo sforzo deve partire proprio da noi consumatori e dalle nostre abitudini.

Dal sito ermesambiente.it :

Dal primo gennaio al bando i tradizionali shopper “usa e getta”, largo alle sporte riutilizzabili come da normativa europea. L’annuncio del Governo chiude una questione aperta che vede l’Italia in ritardo di un anno. I vantaggi per l’ambiente, le scelte della grande distribuzione, le campagne di sensibilizzazione. Per sradicare una cattiva abitudine che fa sprecare energie, inquinare aria, mari, fiumi e boschi, soffocare animali.

Mai più la spesa con la classica borsina di plastica, oggetto praticamente gratuito per il consumatore che comporta sprechi di risorse energetiche, necessita di un solo secondo per la fabbricazione, viene utilizzato mediamente per 20 minuti, impiega anche 4 secoli per dissolversi e, al termine del lentissimo processo di foto-degradazione, si scompone in particelle tossiche sempre più piccole che entrano nella catena alimentare dell’uomo. Borsine spesso destinate ad ammassarsi inutilmente nelle case degli italiani, alimentando una produzione sovrabbondante e poco sostenibile. Fino a inquinare, quando disperse nell’ambiente o a causa degli scarichi, mari, fiumi e boschi con il risultato di intrappolare spesso pesci e uccelli, o trasformandosi in “cibo” che sprigiona sostanze tossiche, oppure ancora destinate a produrre emissioni di CO2 nel processo di smaltimento. Questa volta la notizia è ufficiale: a ottobre il Governo italiano – in particolare il sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia rispondendo all’interpellanza urgente della deputata di Futuro e Libertà Giulia Cosenza – ha annunciato che dal 1º gennaio 2011 entrerà in vigore il divieto di commercializzazione di sacchetti di plastica non biodegradabili. Posizione del resto confermata dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha escluso una nuova proroga per l’entrata in vigore del divieto di produzione e commercializzazione delle buste di plastica per la spesa: “Indietro non si torna, il sistema produttivo ha avuto tempo per prepararsi a questo cambiamento”. La “rivoluzione” dovrebbe consumarsi in due passaggi: dal primo gennaio non potranno più essere prodotti o messi in commercio gli shopper non biodegradabili, mentre una norma transitoria (su cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo economico) darà la possibilità’ ai supermercati e ai negozi di smaltire le scorte.

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