Un occhio al grafico

Grazie alla segnalazione di Domenico Mancini abbiamo dato un’occhiata a questa pagina, che raccoglie statistiche (perlopiù ISTAT) riguardanti il nostro comune. La lettura è abbastanza immediata, e vi proponiamo qui una sorta di resoconto “dati alla mano”.

Partiamo subito con il calo evidente della popolazione: da quasi 9.000 del 1951 a 3.200 del 2007. Un dato che potrebbe peggiorare se prendessimo in considerazione quanti ad oggi continuano ad avere la residenza ad Acquasanta ma non ci vivono (studenti, giovani lavoratori fuori sede…). Sicuramente la voglia di vivere in città è uno dei “mali” dei nostri tempi, d’altro canto la mancanza di risorse occupazionali può essere vista come un’ulteriore spinta a  cercare fortuna fuori dal nostro territorio. Un altro aspetto demografico che va analizzato è quello del rapporto nascite/morti, anche qui siamo in passivo, e di molto: ogni anno (periodo 2002-2007) le morti superano le nascite di venti/trenta unità. Anche questo influisce sulla diminuzione delle residenze ovviamente…se non si fanno figli…

Capitolo coppie. La prima statistica curiosa è quella delle vedove 299 contro i vedovi 49…a quanto pare i mariti durano di meno (toccate ferro)!Il secondo raffronto eloquente è quello riguardante i divorzi: ai 1700 coniugati circa si contrappongono solo 26 divorziati (al 2008), questo ci fa capire come da noi la religione detti ancora legge sugli affari di coppia.

Gli stranieri a “casa nostra” sono ancora pochi e la percentuale non è da propaganda Lega, il 3% circa dei residenti al 2007 . Questo perchè la nostra zona non è strategicamente valida per loro e sono poche le realtà lavorative che possono sfruttarli e sottopagarli (vedi rosarno), per fortuna. Rimangono comunque presenti come badanti, pastori e forse posso azzardare a dire che sono bene integrati nel tessuto sociale. Da parte nostra c’è ancora molto lavoro da fare, i vucumprà vengono ancora derisi ma questa è questione di ignoranza e nient’altro.

I grafici riguardanti l’occupazione prendono in esame gli anni pre-crisi, quindi amio avviso ormai possono tranquillamente finire nel cesso. Adesso le carte sono scombinate e i valori sono ben diversi, sicuramente però sono utili a sottolineare la leadership della pietra che nel nostro comune offre occupazione e produce qualità. Se non ci fosse neanche il travertino probabilmente a questo punto saremmo messi veramente male. Per gli altri settori invece si confermano i dati nazionali e le tendenze generali, cresce il terziario ma diminuisce vertiginosamente l’alberghiero (vedi terme). Siamo una popolazione da 10.000 euro annui, la stragrande maggioranza delle persone dichiara questo, ma anche qui oggi l’effetto crisi potrebbe aver falsato e non di poco il valore.

In conclusione possiamo dire che il nostro comune, demograficamente  parlando, vive un’agonia profonda che sicuramente condivide con altri comuni geograficamente simili, ma non giustificata visto le risorse per riscattarsi ci sono (parole nuove vero?).  Anche gli altri valori potrebbero essere letti in questa chiave: il calo del settore alberghiero, l’aumento dei laureati (che poi devono andare a vivere fuori per lavorare)…ma sarebbe demagogia in questo caso. Vi lasciamo analizzare i numeri, tra curiosità e conferme.

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