Sul federalismo demaniale

Questa notizia ha fatto scandalo in passato e (fortunatamente) continua a smuovere qualche coscienza ancora oggi che è sempre più vicina a noi…

Distrattamente avrete sentito da qualche parte che a Roma potrebbe essere messa in vendita Porta Portese, cosi come il cinema Nuovo Sacher e altri luoghi storici. Si è parlato anche di Dolomiti.

Adesso, non so se avete presente cosa sono le Dolomiti…a me rimpinguare le casse dello stato in questo modo sembra solo l’ennesimo capitolo di una storia che si spinge oltre la tristezza. Non voglio fare demagogia, ma i tagli potrebbero partire dalle autoblu e dai benefit della politica, certe cose in un paese civile dovrebbero essere intoccabili. Gli intoccabili qui invece sono i politici, come sempre, e trattano il patrimonio come un tappeto ormai in disuso da svendere. Ovviamente qualcuno parlerà di disinformazione, che la vendità è solo una possibilità…mi spiace ma per me neanche dovrebbe esserlo!

Dopo la privatizzazione dell’acqua siamo pronti a privatizzare il patrimonio culturale, (s)venderemo le montagne, il sole e la luna. Fino al giorno in cui ci accorgeremo che niente di tutto ciò era nostro.

Vi riporto un articolo sulla questione da “ilcorrierelaziale.it“:

Dal mercato delle pulci ad uno dei più famosi cinema della Capitale, passando attraverso musei, ex-forti, osterie e palazzi del centro storico. L’agenzia del Demanio ha finalmente stilato la lunga lista di beni che nei termini stabiliti dal federalismo demaniale potranno entrare nelle disponibilità del Campidoglio. Tra le 11.009 schede che costituiscono l’ “elenco provvisorio” (quello definitivo sarà reso noto a luglio) figurano preziose aree che il Comune potrà ottenere a titolo gratuito con l’obiettivo di valorizzarle o “alienarle”, cioè venderle, a patto che l’introito sia destinato all’abbattimento del debito pubblico e non dirottato su investimenti o finanziamento della spesa corrente. Ogni bene è accompagnato da un “valore di inventario”, che ammonta complessivamente, considerando cioè tutti i gioielli italiani in lista, a poco più di tre miliardi di euro (3.087.612.747).

I BENI A ROMA – Una sorta, dunque, di piccolo tesoretto per il Campidoglio, che potrebbe fare cassa dalla vendita dell’Idroscalo di Ostia, dove morì Pasolini (il cui valore è di 6 milioni e 700mila euro), del Cinema Sacher gestito da Nanni Moretti (stimato a 4,5 milioni di euro), di un palazzo di piazza delle Coppelle attualmente in uso al Senato (del valore di 22,5 milioni di euro), dell’archivio della Corte dei conti nel quartiere Bufalotta (stimato circa 67 milioni di euro), o degli ex forti Ardeatino e Tiburtino. Ma nella lista dei beni trasferibili ci sono anche l’area di Porta Portese, il Museo Etrusco di Villa Giulia, l’ex Manifattura Tabacchi sulla circonvallazione Ostiense, il Compendio di Villa Savoia, all’interno di Villa Ada, in via Salaria, la rinomata tenuta di Capocotta a Castelporziano, la Scuola agraria di meccanica a Capannelle, in via Appia Nuova, l’osteria del Malpasso in via Romeo Collalti, alcuni laboratori di ricerca a Pietralata. Lo Stato è pronto a vendere anche l’area e i manufatti della Villa Tevere sul Lungotevere Flaminio, l’area di campagna di Pedica di Malpasso sulla Pontina Vecchia, l’Orto sperimentale a Casal de’ Pazzi, alcune ex case cantoniere lungo assi ferroviari, oltre a esempi di archeologia industriale come la ex Fornace Sacchi a Guidonia. Potrebbero passare di mano anche molti gioielli dello Stato in provincia di Roma, da Frascati a Velletri e Rocca di Papa. Un esempio, Villa Gregoriana a Tivoli.
IL PUNTO DI VISTA – Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha spiegato che “l’impegno del Governo ad attuare il federalismo demaniale apre grandi possibilità alla città”, poiché “si tratta di opportunità in parte già concretizzate con l’accordo firmato con il Ministero della Difesa e con un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Economia in cui era già previsto il passaggio al Demanio comunale dell’area dell’Idroscalo, che sarà riqualificata, e il cui utilizzo avrà carattere ambientale e paesaggistico” in quanto “non sarà destinata a espansioni edilizie”. “Queste aree sono fondamentali per la programmazione urbanistica della città – ha aggiunto Alemanno – e offriranno spazi per nuovi servizi urbani alla collettività”.
LA MOZIONE – Scettico sull’iniziativa, il leader dei Verdi Angelo Bonelli, che guarda alla privatizzazione come una minaccia imminente: “Ormai è evidente che dietro il federalismo demaniale si nasconde la più grande speculazione edilizia ed immobiliare della storia della Repubblica italiana”. Per Bonelli, anche sull’Idroscalo di Ostia, ci sarebbero “forti appetiti speculativi”. Motivo, questo, che ha spinto i Verdi a presentare in Consiglio regionale una mozione che impegna la Regione “a non consentire la vendita del patrimonio storico artistico di Stato”, a partire da quella del carcere di Santo Stefano “dove furono imprigionati durante il fascismo Sandro Pertini, Altiero Spinelli e altri esponenti della lotta antifascista”, fino ad arrivare all’Idroscalo di Ostia. “L’isola di Santo Stefano è il simbolo della lotta antifascista e della Repubblica del nostro Paese – ha detto Bonelli – Le celle di quelle prigione grondano di dolore e sangue di chi ha lottato per dare la democrazia al nostro Paese, è inammissibile che quel carcere possa essere venduto. Già cinque anni fa – ha proseguito – vi fu un tentativo da parte di una società napoletana di realizzare un complesso turistico di lusso. Il federalismo demaniale consente, al fine di ripianare il debito pubblico, la vendita dei beni dello Stato e la contestuale variante urbanistica: una vera e propria speculazione edilizia che cambierà la destinazione urbanistica anche di terreni agricoli. Chiediamo pertanto – ha concluso Bonelli – che la Regione si pronunci per dire no alla svendita del patrimonio pubblico a partire da Santo Stefano”.
I BENI IN ITALIA – Nella lista di patrimonio disponibile in Italia ci sono anche montagne, tra cui pezzi di Dolomiti, dalle Tofane al Sorapis, dalla Croda Rossa al Monte Cristallo (ipotesi comunque ancora al vaglio), laghi, torrenti, fari, come quelli di Ponza, di Mattinata sul Gargano e di Punta Palascia a Otranto, spiagge e addirittura isole, come gli “isolotti prossimi all’isola di Caprera”, l’intera isola di Santo Stefano vicino a Ventotene, che viene resa disponibile “pezzo per pezzo”, dall’ex carcere all’approdo agli arenili, nonché terreni nell’isola dell’Unione di Chioggia e in quella di Sant’Angelo delle Polveri a Venezia, più un complesso di aree dell’isola di Palmaria vicino a Portovenere. Tra le voci inserite nell’elenco dei beni trasferibili agli enti locali ci sono anche pezzi storici come la Cittadella di Alessandria, il Palazzo dei Normanni a Palermo, la Rocca di Scandiano e il Castello di Vigevano.

di Giovanna Sfragasso

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