effetto Rai per una notte

 Per dover di cronaca non ce la sentivamo di stare zitti su quello che è accaduto ieri sera a Bologna, in quel del Paladozza.  Chi ha seguito la trasmissione on-line, o su qualche canale in chiaro di sky, probabilmente sa già di cosa stiamo parlando e della portata dell’evento, per il resto dei nostri lettori buttiamo giù qualche cifra. Qualcuno ha già usato il termine “sisma mediatico”, si parla del 13% di share che non è affatto poca cosa visto che è stato raggiunto grazie alla fusione di streaming internet, satellite  e piccole reti locali. Prendendo in esame il web italiano ci troviamo di fronte ad un record: su repubblica 350 mila persone hanno avuto accesso allo streaming, mentre il sito ha raggiunto 1.850.000 visitatori unici nell’arco della giornata.

Basta adesso parlare di cifre, sono sicuramente noiose e ultimamente vengono sventolate troppo spesso dalle fazioni politiche di tutti i colori. La cosa che ci sta a cuore è l’innovazione che la serata di ieri ha portato con se: una innovazione sociale (l’informatica ci consente di seguire un evento anche se oscurato dal mainstream), ed una innovazione comportamentale (il pubblico sceglie cosa vedere).

Abbiamo già introdotto della prima innovazione parlando di numeri, e ieri si è dunque dimostrato che, volendo, si possono raggiungere grandi bacini di utenza anche evitando di passare per i soliti 6/7 canali televisivi. Internet funziona, la rete sociale (non voglio chiamarla social network) anche.

La seconda innovazione a cui mi riferivo è data dal fatto che, Santoro o non Santoro, il pubblico reagisce. Non si tratta di un pubblico che accende la scatola nera mentre fa cena e passivamente segue le notizie sui peluche di Minzolini, ma si tratta di un pubblico che segue e cerca ciò che vuole sentire. L’informazione ce la andiamo a cercare se non ce la volete dare. Arriva un punto in cui si è stufi di sentirsi dire che va tutto bene.

Sinceramente sono stanco di sentir parlare della caduta dei capelli di big jim, mentre gli operai si suicidano perchè perdono il posto di lavoro. L’ipocrisia della tv, specialmente sotto campagna elettorale, è devastante;  e sono sicuro che tutto ciò non serve a “formare l’orientamento dell’elettorato”.

Il dopo “Rai per una notte” è esattamente come si poteva aspettare: Repubblica grida “vittoria”, Berlusconi chiede il sanzionamento (che invece è arrivato a TG1 e TG5 perchè hanno dato eccessivo spazio alla sua coalizione), Capezzone fa la solita invettiva contro i leninisti, marxisti, maoisti che oramai stanno per prendere il potere in italia. Un copione già visto e prevedibilissimo, non mi va di parlarne affatto.

La puntana “off” di ieri è stata caratterizzata da molti interventi: quello dell’ormai bersagliatissimo Travaglio (vi svelo una cosa: non è di sinistra), Riccardo Iacona, Gad Lerner, Milena Gabanelli, Roberto Benigni, Venditti, Crozza e soprattutto l’epurato ma sempre geniale Daniele Luttazzi. Il suo monologo è da sconsigliare ai deboli di spirito… ma tanto l’ho scritto a fine articolo quindi l’avrete già visto. Da segnalare anche la presenza (ridicola) di Morgan, che si è distinto per le solite leziosità ed ha più volte interrotto tutto credendo di essere a X-factor. Raggelante.

Si sono ascoltate le intercettazioni telefoniche di tale “Silvio Berlusconi” (ti credo che non vuoi più essere intercettato), in cui con metodi poco ortodossi chiedeva al presidente dell’Agcom ed a Masi la chiusura di Annozero. “Ma io queste cose le dico anche pubblicamente” dice lui “farle in privato in qualità di presidente del consiglio, ad un organo che dovrebbe essere indipendente significa fare pressione” dico io.

L’italia come il mondo dei coniglietti rosa? Come dice il saggio Luttazzi: “se incontro una persona con un coltellaccio insanguinato di notte non credo si tratti di un cuoco!”.

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