Venite a me, oh vecci!

La questione “anziani”  è molto complessa da analizzare, si sa però che oggigiorno viene trattato più come problema che altro.

Il vecchietto dove lo metto dove lo metto? Lo piazzo alla Casa di Giobbe e lo vado a trovare nei giorni dispari cosi avrò finalmente la coscienza a posto, più tempo per me e la casa libera.

Capita poi che la suddetta casa, alla quale venivano affidati i poveri vecchietti anche direttamente dai comuni, sia più che un allegro parcheggio una triste strada senza uscita. Sporcizia ed abbandono sono le parole usate dai giornali per descrivere lo stato in cui versavano i parcheggiati. La comunità picena sarà adesso sicuramente scossa da quanto rivelatogli dalle autorità, ma sappiamo benissimo che non sarà il primo ed unico caso.

La gestione dell’anziano è divenuto un vero e proprio business nel nostro paese, pensiamo alla massa di immigrati (regolari e non) che entrano nel nostro paese per assolvere al ruolo di badante: ormai dire polacca, rumena o badante è la stessa cosa. Per ogni anziano una polacca…figuriamoci se ad un italianissimo viene in mente di riunire più anziani sotto lo stesso tetto, pagare 4 o 5 immigrate, e ciucciarsi tutti i soldini delle famiglie parcheggiatrici. Un genio dell’imprenditoria più che un benefattore. Ed ecco che i ragionamenti dell’imprenditore e l’economia da lui perseguita ricadono sui parcheggiati. Sono sicuro che, ancora una volta, l’ipocrisia ci farà dimenticare questa realtà e ci farà dormire sonni tranquilli, il Natale è passato e i nostri vecchi stanno in parcheggi più sicuri.

Riportiamo dal sito sanbenedettoggi.it:

Il gip Calvaresi convalida il carcere per il titolare e l’assistente e i domiciliari per gli altri sei accusati di aver lavorato nel presunto “ospizio dei maltrattamenti”.

ASCOLI PICENO – Il Giudice della indagini preliminari Carlo Calvaresi ha confermato le misure di custodia cautelare per gli otto indagati nell’ambito della vicenda della Casa di Giobbe. Su di loro pendono le accuse di maltrattamenti, abbandono di incapace, sequestro di persona ed esercizio abusivo della professione infermieristica. Per il titolare Fernando Bernardi e per il suo assistente Rinaldo Nepi, difesi dall’avvocato Alessandro Angelozzi, è stata respinta la richiesta di scarcerazione. Per gli altri sei, la moglie e la sorella del titolare, due donne nigeriane e due polacche, sono stati confermati i domiciliari. Nella giornata di sabato, davanti al giudice, Bernardi ha respinto ogni accusa asserendo che da parte sua e dei suoi assistenti c’è sempre stata la massima cura verso i degenti. Gli anziani trovati in condizioni di sporcizia e tra le loro feci sarebbero stati cambiati la mattina seguente, ha affermato. Trattandosi di una Onlus, ha spiegato Bernardi, la Casa di Giobbe ha sempre avuto come unico scopo la cura dei propri assistiti i quali in alcuni casi venivano inviati dai Comuni. Su questo punto sta cercando di fare ulteriore chiarezza la Procura di Ascoli. Il Comune di Ascoli, comunque, aveva più volte diffidato i gestori dal proseguire l’attività.

di Domenico Cantalamessa

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2 Responses to Venite a me, oh vecci!

  1. dematteisromolopodesta says:

    i figli o i parenti di questi anziani dove erano???

  2. ezechielelupo says:

    La nostra aspettativa di vita è aumentata, possiamo tranquillamente sperare di arrivare a 80 anni…ma la qualità degli ultimi farà a dir poco schifo! Pensiamo anche a come si vive non solo a quanto.

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