Anne accise a Berlusconi !!!

Anne accise a Berlusconi!!! E’ questa la frase che ha esclamato mia nonna ieri sera sobbalzando dalla sedia mentre nel Tg scorrevano le immagini del nostro premier sanguinante, per un attimo ho avuto lo stesso pensiero di Fabrizio Corona : “Mi vergogno di essere italiano!!!” Poi, pian piano si e’ capito meglio,  l’artefice dell’infame gesto era  un quarantaduenne brianzolo, Massimo Tartaglia,  con problemi psichici che non ha nulla a che vedere con la politica o con partiti in particolare. Rimane pero’ il brutto gesto che poteva avere conseguenze molto gravi e che in pochi minuti ha fatto il giro del mondo. Quello che  viene evidenziato in questo ultimo brutto episodio e’ che negli ultimi tempi la nostra politica si e’ inasprita non garantendo piu’ un confronto leale e “politico” bensi’ un attacco continuo e reciproco con colpi bassi e falsita’, non ne diamo certo un bell’esempio all’estero della nostra Italia. Acquasolfa come sempre ha voluto riportare quest’articolo per onor di cronaca e prego i nostri visitatori  di non eccedere nei commenti, ricordando che Acquasolfa non ha preferenze politiche vi augura una buona permanenza nel blog, a presto.

Dal sito Alguer.it :

MILANO – Nel tardo pomeriggio di domenica, al termine di un comizio tenuto in Piazza Duomo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato colpito al volto da un oggetto (una statuetta souvenir del Duomo di Milano), lanciatogli da un quarantaduenne brianzolo, Massimo Tartaglia, mentre tornava verso la sua automobile.

L’uomo, fermato dalla polizia, è in cura da dieci anni per problemi psichici al Policlinico milanese. Infatti, nella Questura del capoluogo milanese, è stata convocata anche la psicologa che lo ha in cura da anni.

Per Silvio Berlusconi, la prima diagnosi diramata dall’ospedale “San Raffaele” di Milano, riferisce di una «perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato». Il premier, è stato sottoposto ad una tac precauzionale, sarà tenuto sotto osservazione per ventiquattro ore e si parla di una prima prognosi di venti giorni, con due denti compromessi (uno “fratturato”), infrazione al setto nasale, e ferita lascero contusa al labbro.

12 Responses to Anne accise a Berlusconi !!!

  1. maria says:

    NAVIGANDO ho trovato questo articolo che condivido pienamente

    Tre o quattro modeste proposte. Sbagliate come tutte le proposte in buona fede.
    di ENZO CIAMPI

    Il problema dell”‘abbassamento dei toni” esisteva prima dell’aggressione di Milano, ed esisterà dopo senza che essa, nella sostanza, aggiunga nulla.
    Esiste perché il contrasto politico ha ormai una immanente connotazione mediatica, in cui il merito delle questioni ha valore solo di spunto, o di pretesto, o di scintilla. E in questa situazione possono nascere guai ben peggiori di uno psicolabile con la statuetta in mano. Non credo di essere consociativo, o cerchiobottista, nel sostenere che esistono corresponsabilità di più parti.
    Né gli attacchi di Di Pietro, né le esternazioni discutibili ed aggressive del premier possono armare la mano di un poveraccio che non sta bene, più di quanto ragazze discinte e siliconate in TV non possano aizzare uno stupratore. Il problema del clima politico è nel clima stesso, ovvero nella reciproca povertà di contenuti mascherata da aggressività .
    Valutarlo freddamente è difficile, perché nessuno è neutrale. Io non lo sono, perché – come è noto – avverso politicamente Berlusconi (da “avversione” il termine “avversario”), e vorrei che non fosse al governo. Ma se ci fermassimo a questo, dovrebbe regnare il silenzio, perché sarebbero all’opera solo squadre di partigiani, o contrapposte curve da stadio.
    L’abbassamento dei toni è invece un problema politico, istituzionale e civile, con i quale è necessario fare i conti. Se esiste un modo per riportare il confronto politico in ambiti fisiologici, non può che avvenire in base al buon senso. Cosa tutt’altro che facile, a quanto pare.
    Ma la speranza, si sa, è l’ultima a morire

    Prima vediamo ciò che dovrebbe fare l’opposizione, poi ciò che spetterebbe alla sua stessa maggioranza.Anzi, proprio a lui.

    Gli oppositori

    1) – Un primo passo è separare la situazione giudiziaria di Berlusconi dai temi dell’azione di governo. Ciò per rispetto ai problemi reali degli italiani, su cui a mio avviso l’azione della maggioranza è insufficiente. C’è chi pensa che adottare questo atteggiamento significhi rilasciargli salvacondotti e fargli un favore, perché è quello che chiede lui. Ma non è la stessa cosa. Lui chiede di essere considerato innocente a priori, in via plebiscitaria, perché c’è una persecuzione giudiziaria nei suoi confronti. Io credo invece che essere posto di fronte alle molte carenze del suo governo lo metterebbe in maggiore difficoltà. Chi sogna Berlusconi in galera, anziché sconfitto alle elezioni, sogna di perdere finché Berlusconi campa. E forse anche dopo. Lasciando morti sul terreno, però.

    2) – Il secondo passo è accettare l’idea che il problema della giustizia non è solo di risorse e di funzionalità. Tutti lo ammettono, ma poi non sono coerenti con la loro stessa opinione. Anche qui, l’esistenza stessa di Silvio, e il desiderio di mandarlo a casa, ci condiziona così tanto da non farci vedere ciò che è evidente. Ad esempio, nella gestione dei pentiti. Ma anche in altri aspetti strutturali. E professionali.
    Basta con le caste di intoccabili.

    3) – Il terzo passaggio consiste nell’avere il coraggio di guardare abbastanza in avanti da poter ignorare la concorrenza psicologica, e ricattatoria, di un largo ma minoritario settore che si pone , indebitamente, in concorrenza con i partiti politici. Bisogna fare nomi e cognomi. Repubblica non è un partito, non pretenda di dettare la linea . L’IDV è un partito, ma sui generis, di connotazione principalmente giudiziaria, nel quale Di Pietro regna da autocrate così come Berlusconi regnava su Forza Italia.
    Non esisterebbe se non esistesse Belrusconi. Quindi non può costruire nulla che non sia speculare a Berlusconi.

    Veniamo agli altri, a partire dal premier

    1) -Lasci stare le istituzioni. Sono fatte di uomini, quindi non sono infallibili, come non lo è lui. Ma sono l’unica garanzia che abbiamo, una garanzia che ha funzionato anche per lui. La smetta di attaccare il Presidente della Repubblica, il CSM; la Consulta, chiunque gli capiti a tiro. E quindi la Costituzione. Una cosa è cambiarla, nei modi che essa stessa prevede, un’altra è delegittimare in corso d’opera gli organismi che attualmente funzionano perché costituzionali. Ci sono limiti che non possono essere superati. Che in 50 anni la DC non aveva mai superato. Che non dovrebbero essere superati neppure se ci fosse per davvero il complotto delle toghe rosse, o dei mitici “poteri forti”. Non è un problema chi elegge il Presidente delle Repubblica, chi nomina i giudici costituzionali, se per designarli sono state rispettate le regole. Regole “neutrali” non ne esistono. Ma regole devono esistere comunque. Questo lo pensano anche molti suoi elettori.

    2) – Non tiri troppo la corda sulle norme salvaprocessi. Se vuole difendersi con leggi “ad personam” dagli attacchi di cui si lamenta, il legittimo impedimento gli basta e gli avanza. Il processo breve può anche farlo approvare, ma è evidente che si regge (precariamente) sul filo della legittimità costituzionale. Se vuole un pretesto per attaccare nuovamente Il Quirinale, o la Corte, è un conto; altrimenti, non potrà lamentarsi se la norma non passa. Io non sono un suo consulente, non sarei credibile al 100%, ma penso onestamente che non gli convenga neppure.

    3) – Con Fini c’è un’avversione personale, e trovo comprensibile che Silvio ne diffidi, e si chieda dove voglia andare a parare. Se il problema è riconoscere che F. vuole metterlo in difficoltà, la risposta è sì. Lo vuole. E allora?
    Rifletta sulle cose che dice, non solo sul perché le dice. Fini fa la pubblicità comparativa fra due tipi di destra, quindi non si può valutarne l’impatto in prospettiva solo facendo la conta dei “finiani”, o acquisendo i sondaggi sulla possibile fortuna elettorale del presidente della Camera. . A volte l’ovvietà è vincente, e Fini si basa spesso sull’ovvietà più banale e disarmante.

    4) – Non dia più tanto spazio solo a servi e lacchè. A personaggi torvi, aggressivi, adoranti, fanatici, spesso cattivi consiglieri, o desiderosi di essere popolari solo in base al grado di fedeltà. E’ gente che fa danno, a lui e all’Italia, aumenta le tensioni, provoca continuamente l’avversario perché si sente in missione permanente per conto di Dio. Ha tutto da rimetterci. Se è vero che un Santoro gli porta dei voti, quanti può fargliene perdere un Minzolini?

    5) – Il PD vorrebbe, ora , isolare Di Pietro. Ma Berlusconi sembra fare di tutto per impedirglielo.E’ lecito domandarsi se non sia un calcolo per metterlo in difficoltà. Se è così, è legittimo, ma ogni speranza di “abbassamento dei toni” va a farsi fottere. Alzando continuamente il tiro sulle questioni giudiziarie e istituzionali, non può che ottenere risposte di chiusura ad ogni rilancio. Qualcuno può aspettarsi che il PD approvi il processo breve, o si schieri contro Napolitano e la Consulta?
    Nel breve periodo, riuscirà forse a mettere in difficoltà Bersani con una parte della sua base. Ma alla fine non ci sarà più alcun rilancio possibile, a meno che B. non voglia cominciare a delegittimare il Padreterno proponendo una riforma dell’Inferno. Solo che nel frattempo la vita politica ne uscirà devastata. Quindi avranno perso tutti.
    Tutti all’Inferno.

  2. Lorenzo Ciarma says:

    Ritengo grave quanto accaduto a Berluconi, non ridurei l’atto ad un gesto sconsiderato di un ragazzo con problemi psichici, poteva essre fatto anche da una persona normale. Quanto successo, ritengo, sia la causa e non l’effetto di una stagione politica portata all’estremo. Dobbiamo analizzare e cercare di capire il perchè dell’accaduto. Chi ha concorso ad inasprire gli animi, chi sta cercando di rudurre le politica non più ad una dilaettica democratica, a chi giova questo stato di cose. Non credo che l’attuale governo sia esente da critiche. Ricordo il “coglione” dato a coloro che votano a simistra, il continuo deleggittimare importanti pezzi dello stato, compreso l’attuale Presidente della Repubblica, i vari Borghezio (Lega Nord) che passavano sui treni pendolari dove viaggiavano exstacomunitari x disinfettare le poltroncine, l’atteggiamento spesso rissoso di una parte degli ex di AN durante i dibattiti televisivi, esponenti a volte provenienti dalle frange più estremiste dell ex MSI, la mancanza di programmi seri per il nostro paese, le leggi fatte ad esclusivo uso di qualcuno mentre l’Italia versa il condizioni non buone, i continui decreti e leggi fatte passare con la fiducia al governo e potrei continuare negli esempi. Dall’altra parte parlamentare, con alcune eccezioni, non ho visto lo stesso stato d’animo. Tutto questo non vuole assolutamente giustificare la violenza, ma può servire a capire come mai alcuni fatti possano accadere. A Berlusconi va tutta la mia soliedarità. Non mi scandalizzo quanto detto da Di Pietro e la Bindi la penso +o- allo stesso modo, mi scandalizzo quando “Il Giornale”, nella pesona del vice direttore, afferma che a sinistra vanno cercati i mandanti morali di quanto successo. Questo è mettere benzina sul fuoco, alzare ulteriormente lo scontro, inasprire glia animi. In questo momento di tutto abbiamo bisogno, meno che di questo.

  3. maria says:

    LEGGETE QUESTI SONO I VERI POLLITICI

    Massimo Rossi, la vera politica parte dalle cose concrete

    Nell’intervista rilasciata al Corriere Adriatico di ieri 9 dicembre, l’ex presidente della provincia Massimo Rossi ha ribadito la sua posizione di estraneità ai giochini politici che stanno avvenendo a livello regionale.
    “Ho la sensazione – afferma Rossi – che si cerchi solo di mettere insieme le sigle, purché si faccia numero e si portino voti. Il centrosinistra insieme all’UDC, a prescindere: questa logica mi provoca il voltastomaco. Ho una certa repulsione verso la politica di palazzo, quella fatta da tanti piccolo boss che si gonfiano il petto, si sentono dei padreterni solo per aver occupato un posto, di quelli che fanno politica solo perché lo status di eletto regala dei benefici, senza rendersi conto che la gente è ormai schifata da tutto questo e sono sempre di più i cittadini che non si recano a votare. Vengo da un’esperienza politica di lungo corso e intorno vedo solo gente assatanata di voti e di potere con la quale non mi riconosco.”
    “Ecco, questa politica non mi interessa.” – prosegue Rossi – “Per chi vuole cambiare le cose, per chi crede nella progettualità, nella partecipazione, questo modo di fare è inaccettabile. E’ meglio, allora, lavorare all’esterno, in un’associazione come LUOGHI-COMUNI, che raccoglie cittadini che hanno voglia di far politica partendo dalle cose concrete da fare.”

    Alla domanda sui progetti futuri, Rossi ha ribadito il suo impegno nella Federazione della Sinistra, creata da RC, PdCI e Socialismo 2000, in quanto portatrice di nuove progettualità intorno alle quali si stanno aggregando anche altri movimenti e subordina il suo eventuale impegno in una nuova esperienza istituzionale “solo a condizione che sia qualcosa di nuovo, di più ampio, che coinvolga le associazioni, i movimenti, che parli di diritti sociali, di lavoro, con un’idea politica e di futuro diversa da quella attuale.”

    • acquasolfa says:

      ahahahahaha….potevi riportare la favoletta della volpe e l’uva…..era meglio.Solo adesso si e’ accorto di questo??? Maria lascia stare i politici che e’ meglio…..

  4. maria says:

    Qualcuno dovrà pur governare questo benedetto Paese. Tu hai soluzioni alternative?

  5. maria says:

    Forse sono migliori i tuoi amici: Agostini- Mandozzi- Ventura?

    • acquasolfa says:

      ti ho detto lascia stare i politici e me ne citi altri????ma parlo arabo???saranno tuoi amici, non i miei….visto che ti piace essere rappresentata da politici,che bello,che belle frasi che dicono sti politici…..

      • maria says:

        Tu hai la tessera del PD. Io non ho tessere.Sono simpatizzante delle sinistra quella vera e secondo me Rossi è una garanzia

  6. maria says:

    Piccoli grandi dubbi sull’aggressione a Berlusconi
    youtube.com

  7. maria says:

    MEDITATE

    La fine della Prima Repubblica

    “Mi chiamo Gioacchino Genchi, ho 49 anni, sono il più grande scandalo della storia della Repubblica, fino a un anno fa ero un comune cittadino, un funzionario di Polizia che aveva lavorato per oltre 20 anni nelle più importanti indagini italiane: da Palermo a Milano, da Catanzaro a Catania, da Locri a Siderno, a Reggio Calabria; nei processi di mafia, di omicidi, di criminalità organizzata, nei processi ai colletti bianchi; il sequestro di Silvia Melis e tante, tante altre indagini, prima che scoppiasse il cosiddetto “Caso Genchi”. Si tratta di una delle più grandi pantomime di questo sistema, con la quale si è cercato di bloccare un’indagine, quella del Pubblico Ministero di Catanzaro Luigi De Magistris, ma non solo, si è impedito a dei magistrati di fare le indagini sul conto di altri magistrati e poi, alla fine, si è cercato di far fuori me. Si è cercato di impedire che io potessi continuare a dare il contributo che stavo dando a tanti magistrati da Palermo a Caltanissetta, a Catania, a Catanzaro, a Roma e a Milano, in indagini importanti. Tutto ciò per impedire che questo lavoro, iniziato con Giovanni Falcone e proseguito, purtroppo, ahimè con le indagini sulla strage di Capaci, in cui Falcone era stato ucciso e poi con la strage di Via d’Amelio, potesse portare una volta per tutte a individuare i mandanti reali di quelle stragi e, probabilmente, gli esecutori che, assai probabilmente, sono molto diversi da quelli che sono stati individuati finora.
    Sono sulla riva del fiume e sto vedendo sostanzialmente passare il cadavere del mio nemico. Perché le cose che avevo detto e scritto diciassette anni fa si stanno avverando. 17 anni fa non condivisi le scelte investigative che portarono alla chiusura posticcia delle indagini sulla strage di Via d’Amelio con il pentito Scarantino. Ho assunto delle posizioni durissime, ho messo nero su bianco quale era il mio punto di vista sui mandanti morali di quelle stragi e anche sugli esecutori. Adesso i fatti mi stanno dando ragione.
    Le indagini che furono fatte nel ‘94, ‘95, ‘96 e 97 a Palermo nelle indagini di mafia su Dell’Utri, su Berlusconi, sulla nascita della Fininvest ci hanno portato a acquisire elementi incontrovertibili su quello che è accaduto in Italia nei primi anni ‘90, sulla fine della Prima Repubblica e su come la classe politica ha creato quei nuovi equilibri, quei nuovi leaders, quei nuovi partiti, o meglio quel nuovo partito che doveva consentire di fare sì che, secondo un detto autorevolissimo di Tommasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”, se vogliamo che tutto resti come è ogni cosa deve cambiare. C’era la necessità di cambiare tutto, perché i partiti tradizionali della Prima Repubblica si erano resi impresentabili, erano sotto l’occhio del ciclone non solo di mani pulite per le inchieste giudiziarie, per gli arresti che ogni giorno vedevano decapitare e rinchiudere in carcere leader politici appartenenti al mondo imprenditoriale che quella politica aveva foraggiato. No, perché la gente, il popolo iniziava a ribellarsi a quella classe politica e quindi c’era una progressiva erosione della fiducia, una delegittimazione di quella classe politica e a questa delegittimazione, che nasceva da Mani Pulite, si è aggiunta un’ulteriore forte delegittimazione da parte della mafia, di quella mafia che aveva appoggiato un partito come Democrazia Cristiana, che fin dal 1987 inizia a portare il conto alla Democrazia Cristiana.

    L’ala stragista di Cosa Nostra e Forza Italia

    La Seconda Repubblica nasce nel momento in cui, nelle ceneri della Prima Repubblica, questi referenti di Cosa Nostra iniziano a cercare nuovi uomini, iniziano a cercare tra i rottami, tra le macerie di quella Prima Repubblica che si era consumata, quei soggetti che, anche per pregresse conoscenze nel campo imprenditoriale, come probabile investimento di risorse economiche e finanziarie della mafia, avevano dato un certo affidamento. Lì il mio lavoro fornisce e ha fornito ai processi e ne fornirà dei risultati che ritengo i più importanti in assoluto sotto il profilo dell’oggettività, della dimostrazione della genesi della nascita mafiosa del partito di Forza Italia, di come dei soggetti appartenenti a Cosa Nostra, appartenenti all’ala stragista di Cosa Nostra, che certamente ha consumato le stragi del 1993, agiscano in perfetta sintonia con le fasi prodromiche e organizzative del partito di Forza Italia a Palermo e in tutta Italia. Viene varato un primo tentativo di creazione di una lega siciliana, Sicilia Libera e, proprio dalla ricostruzione dei dati di traffico telefonici, si è potuto accertare con certezza processuale che uomini di Costa Nostra direttamente collegati a Leoluca Bagarella, il più sanguinario tra i criminali di mafia che siano mai esisti nella storia della mafia da quando esiste la mafia in Sicilia, proprio il gregario di Leoluca Bagarella era in contatto con esponenti romani appartenenti alla massoneria, collegati alla P2, con i quali si sono fatte delle riunioni a Palermo e in Sicilia in date ben precise, tra Palermo e Catania e ci sono dei contatti telefonici con questi soggetti e, immediatamente dopo, a stretto giro questi soggetti hanno chiamato direttamente a casa di Silvio Berlusconi. Ma non finisce qua, perché quando il progetto separatista o il progetto del partito Sicilia Libera, che nasceva un po’ come clonazione di quelli che erano stati il successo e l’esplosione della Lega, che prende lo spazio della frantumazione, dell’annientamento dei partiti tradizionali al nord, quando questo progetto viene abortito, viene abortito nel nome della costituzione di un partito unico che, da associazione nazionale Forza Italia, diventa partito Forza Italia con la creazione dei club di Forza Italia. E lì ci sono delle date che sono indimenticabili, che sono certe: la data con cui nasce il partito di Forza Italia e la data in cui si organizzano i primi clubs a Palermo e si tengono le prime riunioni, una delle quali viene tenuta, non a caso, all’Hotel San Paolo di Palermo: l’Hotel San Paolo, costruito dai costruttori Ienna per conto della mafia, per conto dei Graviano, un Hotel San Paolo nel quale i Graviano pensavano di allocare, all’ultimo piano, nell’attico di un grattacielo per le altezze dei palazzi di Palermo l’appartamento giardino della loro madre, dei loro genitori. In quell’albergo si tiene la prima riunione a cui partecipano gli esponenti mafiosi di Brancaccio e gli esponenti mafiosi di Misilmeri: uno di questi, che è stato sentito nel 1994, si chiama Lalia. Lalia conferma che il club Forza Italia di Braccaccio e quello di Misilmeri sono stati creati a febbraio. Noi vedremo poi dal traffico telefonico che la sezione di Forza Italia, il club Forza Italia di Palermo viene attivato in Via Sciuti appena a marzo, quindi nasce prima quello di febbraio e poi quello di marzo. Ho effettuato la ricostruzione del traffico telefonico di Lalia in un’indagine di mafia, un indagine di omicidio a Misilmeri, l’indagine dove viene trovato il bunker con i lanciamissili con i quali doveva essere fatto l’ulteriore attentato a Caselli, da quegli uomini che poi vengono fatti uccidere tutti da Bernardo Provenzano. Nel telefono di La Lia ci sono i contatti telefonici con Pietro Benigno, condannato all’ergastolo per le stragi di Firenze, ci sono i contatti telefonici con Spatuzza, con lo stesso cellulare con cui Spatuzza, come ho accertato nel 1992, si sentiva e utilizzava il giorno 23 maggio della strage di Capaci e il 19 luglio 1992, la strage di Via d’Amelio.
    Partendo da quei contatti telefonici, si ricostruisce la catena dei rapporti del cellulare di Lalia, che è uno dei tanti soggetti che si sentono con parlamentari di Forza Italia, persone che diventeranno senatori, persone che diventeranno deputati regionali, persone che diventeranno esponenti locali del partito di Forza Italia e le chiamate sono perfettamente sequenziali: prima Lalia chiama queste persone, queste persone immediatamente dopo chiamano a casa di Silvio Berlusconi.
    Tutto si può pensare, ma i numeri telefonici, i contatti telefonici non sono opinioni, sono dati oggettivi.” Gioacchino Genchi

  8. maria says:

    E’ SOLO L’INIZIO. BRAVO SILVIO BERLUSCONI, HAI ROVINATO LA NOSTRA GIOVENTù

    AGGREDITI IN CENTRO PERCHE’ LEGGONO IL “FATTO QUOTIDIANO” DI PADELLARO E TRAVAGLIO. E’ SUCCESSO A FOLIGNO. INTERVENUTI AGENTI PS (Foto – Commenta la notizia)
    Prima l’edicolante ironizza sulla scelta del giovane cliente-lettore, poi l’aggressione a suon di insulti, spinte e un calcio. Fra l’indifferenza della gente
    Foligno – 19/12/2009 23:59

    Aggrediti in pieno centro storico di Foligno perchè lettori de “Il fatto quotidiano”, il giornale del direttore Antonio Padellaro che vanta fra le sue firme più note quella di Marco Travaglio. E’ quanto riporta stamani in Prima pagina il quotidiano, che ha ricevuto la lettera-denuncia di uno degli aggrediti. Ecco il testo della missiva: “Vorrei segnalare quello che mi è accaduto questa mattina. Mentre andavo nella biblioteca pubblica con i miei amici, ci siamo fermati all’edicola per acquistare il Fatto Quotidiano. Appena l’ho chiesto, l’edicolante ha fatto una battuta sostenendo che è un giornale comunista e via dicendo. Sicuramente non andrò più in quell’edicola, ma la cosa grave è un’altra: aspettando l’apertura della biblioteca siamo stati avvicinati da un gruppetto di sette ragazzi delle superiori che hanno iniziato ad apostrofarci con insulti. Poi spinte e un calcio. Oltre a me e al mio amico, con noi c’erano tre ragazze. Il tutto è successo nell’indifferenza della piazza dove si tiene il mercato cittadino. Fortunatamente è intervenuta una volante della polizia e di comune accordo abbiamo deciso di non sporgere denuncia per far capire a quei ragazzi che esiste un altro modo per affrontare le cose. Mi domando come sia possibile che alcuni politici istighino alla violenza in modo così impunito. Ma sopratutto mi domando quanti pochi punti di riferimento abbiano questi ragazzi visto che si sfogano in modi così estremi. Con ammirazione e fiducia. Christian Sabbatini da Foligno”

  9. maria says:

    Indro Montanelli diceva di B: “Silvio Berlusconi ha un rapporto tutto suo con la verità. È un mentitore professionale, mente a tutti, sempre anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne”. E aggiungeva: “tutti, più o meno, si amano. Berlusconi di più. Non solo…

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