L’inghippo della Salaria….

salaria

Sfogliando il giornale questa settimana ho trovato notizie riguardanti il perche’ del mancato “inizio lavori” per l’ammodernamento della Salaria,sembrerebbe che , sia Acquasanta che Arquata  hanno contribuito allo slittamento dei lavori.

Testo tratto da Corriere Adriatico:

Nella trappola della burocrazia
Salaria, lo stop di Arquata perchè Trisungo era fuori dal Piano

Arquata Cominciano a dissolversi i misteri e gli interrogativi che hanno determinato gravi ritardi nell’approvazione del progetto per l’ammodernamento della Salaria nel tratto tra Trisungo e la galleria di Valgarizia. Con il risultato di non essere entrati in lista entro la data del 30 giugno 2009 e di aver perso di conseguenza i relativi finanziamenti. Se il ritardo con cui il Comune di Acquasanta ha inviato il parere di conformità urbanistica ben quattro mesi dopo la richiesta della Regione, ancora più inspiegabile è il comportamento del Comune di Arquata che ad agosto 2008 si è pronunciato negativamente sul parere di conformità urbanistica del progetto, salvo poi fare marcia indietro a giugno di quest’anno. In pratica, dodici mesi buttati via. Ma perché questa inversione di marcia da parte di Arquata? Sembra che il parere negativo dello scorso anno sia stato determinato perché nel progetto predisposto dall’Anas rimaneva fuori dal nuovo tracciato la frazione di Trisungo. Insomma, nulla a che vedere con il requisito della conformità urbanistica. A questo punto la stessa Anas, dietro richiesta del Comune di Arquata, procede alla modifica del progetto, inserendo nel nuovo tracciato della Salaria, la frazione di Trisungo. Tanto basta ad Arquata per dare il via libera alla dichiarazione di conformità urbanistica. Ma, intanto, siamo arrivati a luglio del 2009 e poco importa se l’inserimento di Trisungo allo stato attuale non è finanziato. Si parte, cioè, come previsto inizialmente. Allora, è la domanda: valeva la pena perdere dodici mesi con i finanziamenti che hanno perso, almeno per quest’anno, il volo? Ecco, spiegato il comportamento della Regione che a maggio, con la delibera della giunta regionale, che prendeva atto del parere contrario del Comune di Arquata, si comportava di conseguenza, esprimendo un parere negativo sulla conformità urbanistica. Salvo, poi, a tornare sui suoi passi non appena c’è stata l’inversione di rotta dello stesso Comune di Arquata. Così, a settembre di quest’anno, con una forte accelerazione sui tempi previsti, la Regione in sede di conferenza dei servizi ha approvato il progetto, che, successivamente, è stato ratificato dal ministero per le Infrastrutture, con i finanziamenti che dovrebbero arrivar il prossimo anno.

NINO ORREA,

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