DDL Pecorella…internet in pericolo

Internet e’ in pericolo, c’e’ bisogno di un alfabetizzazione informatica……

Testo e foto tratti  dal blog : byoblu.com

internet

Sono usciti i dati audiweb circa la diffusione dell’online in Italia, rilevati tra il 25 agosto 2008 e il 20 maggio 2009. Mi sono fatto quattro conti per estrarre l’informazione che più mi sta a cuore.

12 milioni di famiglie hanno un pc. In media, ci sono tre componenti a famiglia, quindi fanno circa 36 milioni di persone. Per essere precisi: 36.678.000. Di questi, quasi 30 milioni hanno un accesso a internet, e c’è un valoroso 6% che ha abbandonato la televisione a favore della rete. Un milione e 800 mila persone che sono decisamente avanti.

Circa l’80% dei navigatori italiani naviga in ADSL, in fibra ottica o in UMTS, e il 90% di loro ha un abbonamento flatrate. Vuol dire che ci sono 24 milioni di persone che forse non prenderanno a calci il monitor mentre cercando di guardare un video su YouTube, per la lentezza esasperante della connessione.
E poi ci sono loro, i generali dell’esercito della rete. 3,6 milioni di italiani che navigano ovunque si trovino: a casa, in ufficio, sul tram e perfino seduti sulla tazza del cesso. Una volta ci si portava dietro Topolino, oggi non si può andare di corpo senza un palmare, un PDA o uno smartphone. Sapere che potreste guardarmi in certi frangenti non è lusinghiero e presta il fianco a facili battute, ma per l’informazione si fa questo e altro! Portarsi la rete in tasca ha un costo mensile che va da meno di quindici euro a circa una trentina. Non è ancora alla portata di tutti, ma si comincia a ragionare.

Ma quanti sono i nostri potenziali interlocutori? Il 20% di quei 30 milioni di navigatori solca la rete in caccia di notizie non diffuse da altri media. Sono sei milioni di possibili lettori del blog! Considerato che a tutt’oggi ne abbiamo raggiunti circa l’1%, direi che si può e si deve ancora fare moltissimo.
Ma soprattutto, molto si può fare anche per gli italiani che ancora non navigano. Ben il 60% di loro dichiara di non essere interessato ad internet perché non sa usare il computer. Quasi venti milioni di italiani che hanno paura di un topo: il mouse.

Con l’inizio della nuova stagione dobbiamo metterci in testa che l’alfabetizzazione informatica è la prima strategia da perseguire, se vogliamo che la rete scalzi finalmente la televisione dal trono che occupa indisturbatamente da quasi 60 anni. E’ il momento di mettere insieme un’offerta di hardware, di software e di corsi di base minimali da portare in giro per l’Italia: un pacchetto di informazione libera fai-da-te, all inclusive, per risvegliare i cittadini del mondo dall’ipnosi di massa del grande ripetitore universale.

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